In occasione della Mostra dell’Antiquariato che quest’anno si svolgerà nel “Salone degli Incanti” di Trieste, si ripeterà la consuetudine, in voga già da molti anni, di una “Mostra Collaterale” che di volta in volta tocca i temi più differenti e che, come da tradizione, Tina Campailla organizza per beneficenza a favore dell’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro).
Questa volta il tema prescelto ha per titolo “LA MANO DELL’UOMO”. Trattasi di una ricca raccolta di oggetti riproducenti, nei più differenti materiali, le mani dell’uomo colte in vari atteggiamenti. E’ una tematica, seppur inusuale, molto sfruttata da artisti, orafi, scultori, pittori, artigiani vari, specie da fine 1800/primi ‘900 in poi. La loro scelta è evidentemente motivata dall’importanza pratica della mano nella vita dell’uomo, a tutti è ben nota : infatti, sotto l’aspetto neuro-fisiologico, essa rappresenta la più alta e raffinata espressione di movimento di tutto il regno animale. Un vero gioiello d’ingegneria naturale, plasmato da una lunghissima storia evolutiva : per la sua origine bisogna risalire a circa 300 milioni d’anni fà con il passaggio dagli anfibi ai rettili, in uno dei quali la morfologia dell’arto superiore si avvicinava grossolanamente a quella della mano dell’uomo.
Successivamente, nell’Homo Sapiens (60 mila anni fà) la mano cominciò gradualmente ad assomigliare sempre più a quella attuale. L’attuale mano dell’uomo è espressione ed interprete della nostra intelligenza. Il segreto è dunque nella testa : mano e cervello sono un brevetto di natura che nessuno fin’ora ha saputo copiare. Troviamo quindi depositato nella gestualità della mano un vero ed infinito linguaggio che interpreta ed integra la nostra intelligenza. Non per nulla molti filosofi, pensatori, scrittori, artisti, hanno analizzato sotto i più svariati aspetti l’importanza, la bellezza, le simbologie, i significati anche più reconditi della mano dell’uomo. Citarne solo alcuni sarebbe lunghissimo : solo per fare un accenno molto breve basta ricordare che già il filosofo greco Anassimene (585-520 a.C) affermò che “l’uomo è il più intelligente degli animali perchè ha la mano”. Gli fece eco Aristotele (384-322 a.C) dicendo che “l’uomo ha la mano perchè è il più intelligente tra gli animali”. Successivamente Kant definì la mano “la parte visibile del cervello”.
Sono praticamente infinite le motivazioni che quindi hanno spinto gli artisti a ricercare simbologie ed espressioni psicologiche più o meno evidenti da trasformare in manufatti molto spesso di alto valore estetico.
Da ricordare che la “PromoTrieste”, organizzatrice della Mostra, ogni anno devolve generosamente all’AIRC una parte dell’introiti dei biglietti d’ingresso alla Mostra.

