L’Impero asburgico ha lasciato una traccia profonda nella storia delle terre italiane del nordest. A distanza di quasi cento anni dalla riunione della Venezia Giulia all’Italia, oggi molti guardano con maggiore profondità di veduta , con ammirazione e rispetto l’antico Impero multinazionale. Fatti salvi i sentimenti di orgoglio nazionale che –in questo anno di celebrazioni per i 150 di unità italiana prevalgono su tutto, in una prospettiva storica non puo’ celarsi che l’antagonista delle lotte risorgimentali per l’indipendenza ed ora amichevole partner europeo, emani comunque una forte fascinazione, tanto quanto interesse ad approfondirne svariati aspetti di rilevanza storica e lasciti sociali e culturali.
Il recupero di reliquie storico-militari ed il modellismo militare sono tra qu
elle attività che consentono agli appassionati degli studi storici e degli oggetti antichi un approfondimento a contatto in presa diretta con lo svolgimento delle dinamiche storiche.
Gli oggetti che vengono presentati in questa piccola ma significativa esposizione sono stati nel tempo raccolti da appassionati, collezionisti, amatori della storia o realizzati dai cultori del modellismo storico-militare e rappresentano un insieme di raffigurazioni dell’Imperial Regio Esercito Austro Ungarico a partire dal regno di Maria Teresa fino alla fine del 1800.
In esposizione in primo luogo si possono vedere una serie di soldatini , pezzi unici realizzati da alcuni tra i migliori modellisti al mondo, scolpiti uno a uno e dipinti a raffigurare le uniformi dei soldati asburgici. Questi modellini provengono dalle più importanti collezioni italiane.
Poi viene evocato un ampio spaccato di soggetti militari con l’iconografia: incisioni, dipinti, disegni e fotografie d’epoca.
Infine sono esposti alcuni oggetti militari, quali divise, copricapi, medaglie.
Nell’anniversario dei centocinquanta anni dell’ Unità Nazionale questa esposizione non vuole certo porsi in antitesi alle celebrazioni ma al contrario testimoniare il nuovo sentimento di fratellanza tra popoli una volta avversari e anche nemici, sapendo leggere con il dovuto rispetto e senso dell’onore la storia di ciascuno di essi.
Si ringraziano gli espositori che hanno prestato oggetti dalle loro collezioni.

